Impossibile immaginare una vita senza libri. Sono forse uno dei prodotti più longevi della storia dell’umanità. Sotto la parola libro rientrano le tipologie più disparate. Per la narrativa il romanzo (gialli, rosa, noir, fantasy, fantascienza, horror...), le raccolte di fiabe e di racconti, gli albi illustrati; per la divulgazione: le enciclopedie, i dizionari, la manualistica (da come allevare un bambino a come farsi l’orto sul balcone), la saggistica (economia, storia, psicologia). E ancora i copioni teatrali, i cataloghi di mostre o fotografici, i libri scolastici, i testi religiosi... Ma nella moderna industria editoriale una storia (se si tratta di narrativa) o un testo di divulgazione, per arrivare sino al loro destinatario, cioè il lettore, compiono un lungo cammino.
Nelle prossime pagine vi raccontiamo tutti i passaggi che portano a realizzare un libro di narrativa per ragazzi (seguendo le “tracce” di uno di essi, un romanzo della serie “Jojo”), con uno sguardo anche all’affascinante storia dell’editoria.
La scrittrice Licia Troisi, una delle più affermate in Italia e all’estero con la sua saga del “Mondo emerso”.
Lo scrittore
Per prima cosa lo scrittore viene raggiunto da un’idea. Se ci riferiamo al caso di un romanzo, si tratta di un personaggio, una situazione, un ambiente. Passa poi a definire l’ossatura della storia scrivendo cioè una scaletta (inizio, svolgimento, fine, proprio come nei temi scolastici!), specificando meglio le caratteristiche dei personaggi. Si documenta se la vicenda è ambientata in una determinata epoca storica (la Firenze del Medioevo o la Sicilia del dopoguerra per esempio), in un preciso luogo geografico (in India, in Islanda, nel deserto del Marocco...). Altra cosa da definire è il target, cioè l’età del pubblico a cui si riferisce.
Poi comincia a scrivere al computer, divide la storia in capitoli, alterna dialoghi a descrizioni, rilegge per eliminare le ripetizioni, i troppi aggettivi, eventuali incoerenze nella storia. Sceglie un buon titolo, un breve riassunto e lo invia per posta in forma cartacea o per mail in forma digitale ai responsabili di alcune case editrici che lui ritiene adatte al tipo di romanzo che ha scritto. Se è un autore affermato può rivolgersi a un agente letterario: sarà lui a contattare gli editori, in cambio di una percentuale del compenso che l’autore riceverà quando il libro sarà effettivamente pubblicato.
La parola a...
Guido Quarzo, scrittore (Salani, El, Giunti, Piemme...)
«Io mi guardo intorno, ascolto, leggo, recupero ricordi. E da questo “magazzino” di cose viste, di storie che altri mi raccontano, di persone e di luoghi, ogni tanto pesco un particolare che mi solletica l’immaginazione. A partire da lì incomincio a raccontare».
La cassa tipografica.
Lettere di piombo in una cassa
Per secoli la cassa tipografica è stata l’elemento base per produrre libri. Si trattava di un mobile diviso in decine di piccoli scomparti, ognuno dei quali conteneva una serie diversa di caratteri mobili, ovvero lettere, numeri e altri elementi in piombo che, allineati in fila uno dietro
l’altro e poi inchiostrati, formavano i testi di libri e giornali. Ora che la stampa viene fatta con sistemi diversi la cassa tipografica è diventata un oggetto da collezione.
Sulle tracce di Jojo
L’idea
Orazio Minneci scrive libri per ragazzi da tanti anni, e si è specializzato nei gialli umoristici. Ama le serie che ruotano intorno a un protagonista detective, e con Claudio Comini ha scritto tanti gialli con il personaggio di Philippe Gratin, vincendo anche il prestigioso Premio Bancarellino. È italianissimo, ma da anni vive su un’isola di Capoverde (in Africa), con la moglie e la figlia. È laggiù in mezzo all’oceano che trova le idee per i suoi libri. Un giorno gli è balenata nella mente una bambina di colore, simpaticissima e acuta osservatrice. La tipa giusta per risolvere una serie di misteri. Naturalmente la bimba ha un amico del cuore, Eugenio, detto Genio, un enorme cane, uno zio complice delle loro imprese. E un nome che è quasi uno scioglilingua, Jojo. Orazio Minneci ha definito bene le caratteristiche di tutti i personaggi e poi ha scritto al computer le prime due storie per andare, poi, a caccia di un editore che le trasformasse in libri.