Fra cielo e terra, dove abita Dio
È incantevole ammirare l’orizzonte da un alto monte e osservare le sorgenti d’acqua che si dipanano in tortuosi torrenti, cascate e fiumi. Altrettanto suggestivo è allargare lo sguardo da una vallata verso le cime maestose alte fin quasi al cielo. Nell’antico Egitto l’origine del mondo avviene con l’affiorare di un’altura dalle acque. Per i Babilonesi sul monte del mondo troneggia la divinità Enlil e all’immagine del monte si rifà lo ziggurat, una piramide a gradoni, e anche la torre di Babele, slanciata verso il cielo.
Nella Bibbia, troviamo svariati riferimenti alla montagna, come il monte Ararat, dove si arena l’arca di Noè; il monte Moira, dove Abramo si reca per sacrificare Isacco; il Sinai, detto anche Oreb, dove Dio si rivela a Mosè e dona la Legge; il Tabor, dove Gesù si trasfigura; il Golgota (noto come Calvario) dove Gesù è crocifisso; senza dimenticare Gerusalemme, città il cui nome significa “monte della pace” e che sorge sul monte Sion, detto la “dimora divina”.
Il monte è il luogo di Dio per eccellenza: lì il Signore si manifesta a Elia come «sussurro di una brezza leggera» e a Israele con tuoni, lampi e suoni di tromba, mentre a Mosè si rivela nella sua maestosità col comando: «Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». Sul monte risiede infine la stessa onnipotenza di Dio, al punto che gli Aramei, sconfitti dagli Israeliti, dovranno ammettere: «Il loro Dio è un Dio dei monti; per questo ci sono stati superiori».
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