Le
regole di un gioco sono una sorta di confine, in cui ci si può
muovere liberamente. Anche se le regole nascono in modo arbitrario,
una volta stabilite diventano qualcosa di prescrittivo da rispettare,
pena la fine del gioco stesso. In tutti gli sport c'è sempre un
arbitro che determina il risultato regolando la prestazione sportiva
degli atleti. L’accettazione delle regole del gioco rende lo stesso
possibile, ci costringe a delimitare la nostra soggettività, a
misurarci con gli avversari e con i nostri limiti.
Il calcio è uno degli sport più seguiti e praticati nel nostro
paese. Dopo ogni partita che sia della nazionale, della serie A o di
una nel cortile della scuola, si parla quasi sempre dell'arbitraggio, del peso che ha avuto nel condizionare il risultato, della sua efficacia e della sua imparzialità. Perchè non sempre è facile accettare una sconfitta.....e quindi non è mai solo colpa dell'arbitro...anzi...
Per
conseguire la qualifica di Arbitro Calcistico, ad esempio, ed esercitare l’attività
nei campionati organizzati dalla FIGC è necessario frequentare gli
appositi corsi che si svolgono periodicamente presso una delle 212
Sezioni AIA dislocate su tutto il territorio nazionale.
Ai corsi, possono
partecipare i giovani di entrambi i sessi dai 15 anni ai 35 anni non
compiuti alla data dell’esame. Alla fine del corso, l’allievo
dovrà sostenere un esame scritto e orale su argomenti di carattere
disciplinare e tecnico.
Sebbene
siano ancora rare nel nostro campionato calcistico, sono tante le
donne arbitro che iniziano ad essere mandate dalla UEFA a dirigire le
partite di club europee e anche quelle delle squadre nazionali.
Se volete sapere qualcosa di più sugli arbitri leggete lo speciale che è pubblicato sul Giornalino di questa settimana, troverete tante informazioni curiose ed utili.