La stanza dei grandi

I traumi e le sofferenze fanno diventare più forti

Secondo una solida e autorevole tradizione di ricerca in campo psicologico e neurologico, il fatto di essere stati sottoposti a forti traumi, come, per esempio, una malattia grave, la morte di una persona cara, un abuso, una violenza o una serie di difficoltà economiche, comporta il rischio di veder segnata in modo irreversibile la propria esistenza. Oltre che diventare potenziali vittime di stress, ansia e depressione, anche a distanza di molti anni.
Tuttavia, uno studio realizzato da un gruppo di psicologi dell’Università di Buffalo (Stati Uniti), e pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Journal of Personality and Social Psychology, pone in seria discussione le teorie elaborate fino a oggi dalla succitata tradizione. Infatti, procedendo con le analisi dei dati raccolti intervistando, periodicamente per tre anni (dal 2001 al 2004), i quasi 2.400 soggetti del campione coinvolto nella ricerca, si è preso atto che se da un lato, in accordo con gli studi precedenti, gli eventi traumatici aumentano i livelli di ansia, i sintomi della sindrome post-traumatica da stress e sono associati a una minore soddisfazione generale, dall’altro, entro un certo limite, gli episodi traumatici rendono più forti, meglio attrezzati per affrontare i momenti difficili e, in definitiva, più felici. Lo studio in questione, quindi, mostra che le prove più difficili della vita possono temprare il carattere e determinare una crescita personale. Ciò si verifica perché le avversità spingono a cercare delle soluzioni, e il fatto di trovarle promuove la fiducia in sé stessi.
Risulta difficile, però, stabilire una soglia entro la quale questi eventi rafforzano il carattere, perché questa dipende dalle caratteristiche personali, dallo stile di vita e dall’età.

Commenti

Per poter scrivere un'opinione è necessario effettuare il login

Se non sei registrato clicca qui

Postato da Snoopy | 02/03/2012 04.13

Permettendomi di riflettere sull’articolo “passo dopo passo” non sono d’accordo nell’associare la difficoltà economica (seppur in questo periodo tristemente molto in voga in Italia e un po’ ovunque…) con i restanti forti traumi elencati. La morte di una persona cara, ad esempio…., non ha prezzo per l’animo umano e quindi non può e non deve essere paragonata a ristrettezze economiche di qualsiasi livello. E’ senza dubbio e purtroppo valido il fatto che ciascuna delle avversità elencate lascia in noi un tangibile segno negativo che può manifestarsi in modo differente a seconda del singolo individuo. E’ poi uso sentirsi dire che…quando si “attraversa” un periodo difficile nella propria vita, ne usciremo poi più temprati e (forse) con un’ottica migliore della vita stessa, ma, come letto nell’articolo…più felici…mi sembra un pochettino un’esa-gerazione. A mio modesto parere, la verità è racchiusa nelle tre righe conclusive…il tutto dipende dalle caratteristiche personali e precisamente in tutto quell’insieme che compone la nostra esistenza, in quanto… due individui, pur soffrendo degli stessi traumi, ne possono uscire in modo completamente differente uno dall’altro.