Figli unici, più felici se soli: quale la verità?
Sulla spinosa questione dei figli unici e del loro sviluppo affettivo e sociale, si sono accumulati nel corso degli ultimi decenni numerosi studi e altrettante posizioni teoriche. A livello generale, i ricercatori e i clinici dell’età evolutiva hanno sempre riconosciuto, tra i tratti caratteriali dei figli unici, una più accentuata presenza di timidezza e introversione rispetto ai bambini con uno o più fratelli/sorelle. Ciò a causa della solitudine e della conseguente infelicità.
Tuttavia, una recente ricerca, i cui risultati vanno considerati con
estrema cautela, giunge a una conclusione opposta: il livello di
felicità dichiarato dai bambini tende a diminuire in proporzione al
numero di fratelli/sorelle. Quindi, più fratelli e sorelle si hanno,
meno si è felici. Lo studio è stato realizzato dall’agenzia
governativa britannica Economic and Social Research Council su un
campione di 100 mila soggetti (di cui 40 mila famiglie). A 2500 giovani
sono stati forniti anche questionari dettagliati, analizzati poi
dall’Institute for Social and Economic Research dell’Università
dell’Essex. I risultati parlano da soli: il 54% ha subìto del bullismo
da parte di fratelli e sorelle più grandi, il 30% è stato apostrofato
con brutti nomi o trattato male, il 17,6% ha sofferto per i propri
giochi, portati via o rotti dagli altri. Anche lo spazio in casa da
dividere, l’attenzione dei genitori, le preferenze mostrate da questi
ultimi hanno avuto un ruolo determinante.
Altri studi recenti, al contrario, evidenziano che avere fratelli ha
molti lati positivi: nei momenti di difficoltà si può contare sul sostegno reciproco, si impara prima, grazie al confronto, a risolvere i conflitti, si capisce che anche gli altri hanno un proprio spazio e che l’universo non ruota intorno a sé.
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