Il libro dei nomi
Un nome, una storia
INTRODUZIONE
«Maria!», esclama una voce per strada, e più di qualche persona, sentendosi chiamata, si gira. Il nome ci identifica, lo consideriamo qualcosa di nostro e non c’è da stupirsi se la grammatica italiana lo definisce “nome proprio”, per distinguerlo dai “nomi comuni”.
L’onomastico
Se sfogliamo un calendario e guardiamo il 4 ottobre, molto probabilmente ci sarà scritto “san Francesco d’Assisi”. Quasi tutti i nomi sono legati alla storia di un grande personaggio, di un santo, festeggiato una volta all’anno dalla Chiesa, generalmente nel giorno della morte, momento della risurrezione nel paradiso. Il nome che ognuno di noi ha, quindi, non è un semplice gesto di fantasia dei nostri genitori, ma ci ricorda che c’è un santo particolare che vigila su di noi e che ci insegna il suo stile di vita.
“Nomen omen”
Gli antichi Romani usavano questo motto per dire che il nome (nomen) di ogni persona nasconde anche il suo destino (omen). Non bisogna, però, prenderlo alla lettera: non è vero che chi si chiama “Claudia” sia “claudicante” (cioè zoppa), né che chi si chiama Bruno sia necessariamente scuro di carnagione. Resta il fatto che ogni nome ha una storia, un preciso significato e una festa onomastica.
Nelle prossime pagine scoprirete tutto questo.
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