All’inizio, era il 1914, troviamo una goffa dinosaura di nome Gertie che si muoveva sullo schermo a fianco del suo “papà”, il disegnatore Winsor McCay. Era tra i primi cartoni animati della storia, durava pochi minuti ed era, naturalmente, in bianco e nero; un brevissimo film in cui interagivano disegni animati e attori in carne e ossa. Nel filmato (visibile anche su YouTube) Gertie, la dinosaura, fa capolino da alcune rocce sullo sfondo, balla, abbatte alberi con la coda e piange quando viene rimproverata dal geniale disegnatore, che presente, in carne e ossa, accanto a lei l’addomestica.
Gertie, la dinosaura, è la capostipite del disegno animato. Disegno o cartone fa lo stesso. Anche se cartone giunge dall’inglese “cartoons”, ovvero i disegni umoristici, e se rappresenta solo un settore del cinema d’animazione dove vivono e operano pupazzi, incisioni su pellicola e graffiti, sabbia, ombre,fondi di caffè e plastilina, oggetti vari e computer generatori di immagini tridimensionali. Un insieme di elementi che da circa cento anni cerca di vincere la scommessa che trasforma segni statici in movimento.
Il cinema di animazione non è un genere cinematografico come può essere il giallo o il fantasy, o meglio, definirlo così non ci permette di coglierne il senso in profondità. È un cinema particolare, un vero e proprio universo parallelo con punti di contatto con il mondo del cinema. Il cinema d’animazione è cinema con proprie caratteristiche particolari, con proprie regole e propri canoni anche se, dopo molti anni, il cinema d’animazione è ormai cinema a tutti gli effetti. Il cartone animato, l’animazione è un modo per raccontare storie che mette in fila, nel tempo, immagini statiche realizzate ciascuna isolatamente, il cui movimento nasce al momento della proiezione. Non si riprende il movimento in atto come nel cinema dal vero, lo si inventa. La magia nasce dalla fantasia e si svela nella proiezione.
Gertie, la nostra dinosaura, l’ha mostrato per la prima volta: i disegni si sono animati grazie al lavoro di Winsor McCay, il suo papà, un grande disegnatore di fumetti dell’inizio del Novecento. Ai disegni si aggiunge un comportamento umano: pensano, giocano, mangiano, ballano, cantano, sono vivi!
Qui sta tutta la meraviglia che ci ha portato, dopo un secolo, a splendidi cartoni animati come quelli che vediamo ogni giorno in televisione o al cinema.