Un'isola di rifiuti
Il mondo ne farebbe volentieri a meno...
Si
chiama Pacific Trash Vortex, è un'isola galleggiante, un agglomerato
di spazzatura largo 2.500 Km e profondo ben 30 metri.
Galleggia
sull'acqua come un iceberg dato che è composta l'80% da contenitori
di plastica.
Questa
specie di discarica si è formata “naturalamente” intorno agli
anni Cinquanta, le virgolette sono d'obbligo perchè se è vero che nell'Oceano Pacifico esiste una lenta corrente che si muove in senso
orario a spiarle, non è naturale che così tanti rifiuti si trovino
lì.
Il
lento ma continuo movimento a vortice dell'oceano ha fatto radunare i
rifiuto in un punto e li ha compattati fino a raggiungere una
dimensione tale da poter essere definiti una piccola isola.
A
volte quando le correnti sono particolarmente forti alcuni materiali
si staccano dall'isola e riscono a raggiungere la terraferma, alcuni
frammenti sono arrivati fino alle isole Hawaii ed in California.
Non
stiamo parlando di qualche bottglia o sacchetto di plastica, ma di
stati di materiali vari che posso raggiungere anche i 3 metri di
spessore e che richiedo un'imponente opera di ripulitura di coste e spiagge.
La
plastica è considerato un materiale quasi eterno e non
biodegradabile, col passare del tempo si sminuzza in piccoli pezzi e
non si distrugge se non dopo centinaia e centinaia di anni.
Quando
questo avviene nel mare diventa un pericolo letale per gli animali
che ci vivono, questi piccoli pezzettini di plastica rischiano
infatti di venire mangiati da pesci ed altri animali marini
provocandone la morte.
Se
provate a pensare che ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 100
miliardi di Kg di plastica, e che di questi circa il 10% finisce in
mare......se non si presta la massima attenzione nello smaltire in modo
corretto i rifiuti, le isole galleggianti rischiano di diventare una
“normalità” anziché una stranezza.
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